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Cosa Fanno le Api in Inverno? Il Segreto del Glomere

Glomere api in inverno - formazione a palla di api per sopravvivere al freddo nell'alveare

Hai mai visto un’ape in pieno inverno? Raramente, vero? Dove sono finite? Qualcuno dice che vanno in letargo. Qualcuno pensa che migrino verso sud come le rondini. Altri immaginano che muoiano tutte e rinascano in primavera. Niente di tutto questo.
La verità è ancora più affascinante: le api in inverno non vanno da nessuna parte. Restano nell’alveare e fanno qualcosa di straordinario. Formano il glomere — una palla vivente che mantiene 35°C anche quando fuori ci sono -20°C.
In questo articolo scoprirai cosa fanno davvero le api in inverno, cos’è il glomere e come funziona questa incredibile strategia di sopravvivenza.

Cosa Fanno le Api in Inverno? Non Vanno in Letargo!

Confronto falso mito letargo api vs verità glomere - le api non ibernano ma restano attive
Sfatiamo il mito: le api non vanno in letargo, formano il glomere.

Sfatiamo subito il mito più diffuso: le api NON vanno in letargo.
Il letargo è una strategia che alcuni animali usano per sopravvivere all’inverno rallentando completamente il metabolismo, abbassando la temperatura corporea e dormendo per mesi senza mangiare.
Le api non lo fanno.
Le api in inverno restano attive. Mangiano. Si muovono. Consumano energia. E soprattutto, producono calore.
Quando le temperature esterne scendono sotto i 10-12°C, le api smettono di volare e si ritirano all’interno dell’alveare. Lì formano il glomere — una formazione compatta che le tiene tutte unite e al caldo.
Il glomere non è uno stato di ibernazione passiva. È una strategia attiva di termoregolazione collettiva.
Le api tremano. Contraggono i muscoli toracici senza muovere le ali, generando calore attraverso il movimento interno. E lo fanno a turno, 24 ore su 24, in alcuni casi per mesi.
Le api in inverno restano nell’alveare, strette una all’altra, e lottano contro il freddo insieme.

Il Glomere: La Palla Vivente che Scalda l’Alveare

Il glomere è una delle strategie di sopravvivenza più affascinanti e complesse del regno animale.
Immagina migliaia di api — a volte fino a 30.000 individui — che si stringono una all’altra formando una palla compatta, che pulsa lentamente nell’oscurità dell’arnia.
Non è una massa immobile. Il glomere è vivo. Le api al centro producono calore tremando, mentre quelle all’esterno formano uno strato isolante che trattiene quel calore. E poi, lentamente, ruotano: le api esterne si spostano verso il centro per scaldarsi, e quelle del centro vanno verso l’esterno per dare il cambio.
Un sistema di riscaldamento collettivo, completamente autonomo, senza bisogno di energia esterna.

La Forma del Glomere

Il glomere non è perfettamente sferico. È una massa irregolare che si adatta alla forma dei favi e alla disposizione interna dell’alveare.
Di solito si forma sui favi centrali, dove ci sono riserve di miele facilmente accessibili. Le api devono poter mangiare senza rompere la formazione, perché ogni apertura del glomere disperde calore prezioso.
La palla può essere larga 20-40 centimetri, a seconda delle dimensioni della famiglia. Famiglie più numerose formano glomeri più grandi e compatti, che resistono meglio al freddo.

La Densità Variabile

Il glomere non è uniforme. E’ composto a strati:

Centro: Le api sono leggermente più distanziate. C’è spazio per il movimento e per il tremore muscolare che genera calore. Qui la temperatura raggiunge i 30-35°C (se la famiglia di api è in blocco invernale di covata, la temperatura anche in questa zona scende sotto i 30°C).
Strato intermedio: La densità aumenta. Le api sono più vicine tra loro, ma non completamente compatte.
Strato esterno: Le api sono fittissime, quasi immobili. Formano una barriera isolante che impedisce al calore di disperdersi. In questa zona dell’alveare nelle giornate più fredde la temperatura può scendere a 6-10°C.

Schema temperature glomere api - centro 35°C strati esterni più freddi per isolare
Distribuzione temperature nel glomere: dal centro caldo (35°C) allo strato esterno freddo (6-10°C).

Questa stratificazione non è casuale. È il risultato di migliaia di decisioni individuali che, sommate, creano una struttura perfettamente efficiente.

Come Funziona il Glomere delle Api

Il glomere non è solo una palla di api ferme. È un sistema dinamico che cambia continuamente in risposta alle condizioni esterne. Si basa su questi principi di funzionamento:

1. Generazione del Calore

Le api al centro del glomere producono calore tremando.
Contraggono rapidamente i muscoli toracici — gli stessi che normalmente usano per far vibrare le ali — ma senza muovere le ali stesse. Questo movimento genera calore per attrito.
Una singola ape può aumentare la temperatura corporea di diversi gradi con questo metodo. Moltiplicalo per migliaia di api che tremano contemporaneamente, e ottieni un sistema di riscaldamento collettivo incredibilmente efficiente.

2. Isolamento Termico

Le api all’esterno del glomere formano uno strato isolante.
Sono strette, immobili, con le ali sovrapposte. I loro corpi pelosi intrappolano aria tra gli spazi microscopici, creando un effetto simile a quello di una giacca imbottita.
Questo strato esterno non produce calore, ma lo trattiene. Impedisce che il calore generato al centro si disperda nell’ambiente esterno.

3. Rotazione Continua

Ecco la parte più straordinaria: le api ruotano.
Le api che stanno troppo a lungo all’esterno — esposte al freddo — si spostano gradualmente verso il centro. E quelle che hanno prodotto calore per un po’ al centro si spostano verso l’esterno per dare il cambio.
Questo movimento è lento, costante, e può avvenire 24 ore su 24 per tutto l’inverno.

4. Consumo di Miele

Il glomere non può spostarsi molto. Le api restano raggruppate sui favi centrali e mangiano il miele immagazzinato nelle celle vicine.
In inverno, una famiglia di api di medie dimensioni consuma pochi kg di miele, grazie a questa efficienza termica. Se le scorte di miele dovessero finire prima della primavera e dell’inizio dei nuovi raccolti di nettare, il glomere collasserebbe e la famiglia morirebbe di fame e di freddo.
Per questo il ruolo dell’apicoltore in estate è cruciale: raccogliere miele sì, ma lasciarne alle api abbastanza per l’inverno.

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Dove Vanno le Api in Inverno? Restano nell’Alveare

Illustrazione Arnie in inverno nel Parco di Veio - api formano glomere all'interno
Le arnie in inverno. All’interno, le api formano il glomere per sopravvivere al freddo.

Una delle domande più frequenti è: “Dove vanno le api d’inverno?”
La risposta è semplice: da nessuna parte.
Le api non migrano. Non cercano rifugi alternativi. Non si nascondono sotto terra o nelle crepe degli alberi.
Restano esattamente dove sono sempre state: nell’alveare.
L’arnia è la loro casa tutto l’anno. In estate è la base operativa da cui partono per raccogliere nettare e polline. In inverno diventa un rifugio termico dove sopravvivere fino al ritorno del caldo.
Perché non migrano?
Le api mellifere (Apis mellifera) non hanno bisogno di migrare perché hanno una strategia migliore: immagazzinare cibo.
In primavera ed estate, le api operaie raccolgono enormi quantità di nettare, lo trasformano in miele, lo disidratano fino a portarlo sotto il 18% di umidità (per evitare che possa fermentare), e lo sigillano nelle celle con un tappo di cera.
Queste scorte — che possono raggiungere i 30-35 kg in un alveare forte — sono il carburante che alimenta il glomere per tutto l’inverno.

Perché non ibernano?
Le api non possono andare in letargo perché la regina è sempre presente, anche in inverno.
Quindi le api restano attive — producendo calore, mangiando, ruotando nel glomere — per mantenere la regina al caldo e pronta a ricominciare a deporre uova non appena le temperature salgono.

Temperatura nel Glomere: 35°C anche con -20°C all’esterno

Questo è uno dei dati più straordinari sul glomere: la temperatura al centro resta stabile intorno ai 30-35°C, indipendentemente dalla temperatura esterna.
Come È Possibile?
La chiave è l’isolamento combinato con la produzione di calore.

È un sistema autoregolante. Se la temperatura esterna scende, il glomere si compatta di più. Le api si stringono, riducono gli spazi d’aria, aumentano l’isolamento. E quelle al centro tremano più intensamente.
Se la temperatura esterna sale — per esempio durante una giornata di sole invernale — il glomere si rilassa. Le api si distanziano leggermente, riducono il tremore, e permettono al calore in eccesso di disperdersi.
Il Gradiente Termico
Non tutte le api godono della stessa temperatura.
Centro del glomere: 30-35°C
Qui si trova la regina.
Le api sono più attive, possono muoversi, mangiare facilmente.
Consumano più energia, ma hanno accesso diretto alle scorte di miele.
Strato esterno: 6-10°C
Le api sono quasi immobili, in uno stato di torpore.
Il loro unico ruolo è fare da barriera isolante.

Le Api Muoiono in Inverno? Dipende…

Le Api Estive Muoiono Prima dell’Inverno
Le api operaie nate in primavera ed estate — quelle che hanno lavorato instancabilmente raccogliendo nettare, costruendo favi, prendendosi cura della covata — non sopravvivono all’inverno.
Vivono circa 6 settimane in estate, poi muoiono naturalmente per l’usura del lavoro intenso.
Quindi le api che hai visto volare a giugno non ci sono più a novembre.
Le Api Invernali Sopravvivono
A fine estate, l’alveare cambia strategia.
La regina depone uova che daranno origine a api invernali — operaie con una fisiologia leggermente diversa. Hanno corpi grassi più sviluppati, riserve energetiche maggiori, e un metabolismo adattato a sopravvivere per mesi senza volare.
Queste api nascono a settembre-ottobre e possono vivere 4-6 mesi, resistendo per tutto l’inverno.
Sono loro che formano il glomere. Sono loro che tengono in vita la famiglia fino a primavera.
La Regina Sopravvive
La regina, protetta al centro del glomere, sopravvive tranquillamente all’inverno.
Smette di deporre uova a novembre-dicembre (quando non c’è più polline fresco per nutrire le larve), e rimane in uno stato di riproduzione ridotta fino a gennaio.
A fine inverno, quando le prime giornate miti arrivano e le api cominciano a raccogliere i primi pollini, la regina ricomincia a deporre. Lentamente all’inizio, poi sempre più intensamente.

Glomere e Apicoltura: Come Aiutiamo le Api d’Inverno

Nei nostro apiari biologici nel Parco Naturale di Veio, la gestione invernale è tutta incentrata su una regola: disturbare il meno possibile.
Preparazione Autunnale
Il vero lavoro si fa prima che arrivi il freddo.
A settembre-dicembre: verifichiamo che ogni famiglia abbia almeno 20-30 kg di miele nei favi.
Trattiamo contro la varroa (con prodotti autorizzati in apicoltura biologica), per ridurre la popolazione di acari prima dell’inverno.
Restringiamo l’ingresso dell’arnia abbassando la porticina metallica, per impedire l’accesso ai topi.
Una famiglia ben preparata in autunno ha più del 90% di probabilità di superare l’inverno. Una famiglia debole o mal gestita, invece, rischia di morire.
A gennaio-febbraio: zero interventi, non apriamo mai le arnie.
Ogni apertura:

  • Rompe il glomere
  • Disperde il calore accumulato
  • Costringe le api a consumare energia extra per riscaldare di nuovo l’interno
  • Può causare danni alla famiglia se fatto nelle giornate più fredde

In questo periodo effettuiamo solo controlli dall’esterno:

Peso: Sollevando leggermente un lato dell’arnia, stimiamo se le scorte stanno calando troppo velocemente.
Rumori: Avviciniamo l’orecchio all’ingresso. Un ronzio basso e costante significa che il glomere è attivo. Silenzio totale può significare che la famiglia è morta.
Volo di pulizia: Nelle giornate miti sopra i 10°C, le api escono per pochi minuti per defecare (non lo fanno mai dentro l’alveare). Vedere api che volano in inverno è un buon segno.

Isolamento Termico (Opzionale)
Alcuni apicoltori avvolgono le arnie con materiali isolanti (polistirolo, cartone, tessuto) per aiutare il glomere a trattenere il calore.
Noi nel nostro allevamento non lo facciamo. Il clima piuttosto mite delle campagne intorno a Roma e la scelta di postazioni riparate e soleggiate, consentono alle api di termoregolarsi in modo autonomo e sufficiente.

Osservazioni conclusive sul comportamento invernale delle api

Il glomere è una delle strategie di sopravvivenza più complesse e affascinanti della natura. Un sistema di termoregolazione collettiva perfetto, frutto di milioni di anni di evoluzione.
Nel nostro allevamento, ogni inverno osserviamo questo processo con rispetto e meraviglia. Sappiamo che dentro quelle arnie, spesso avvolte dal gelo, c’è una famiglia intera di api che lotta per sopravvivere. E ogni primavera, quando sentiamo di nuovo il ronzio delle bottinatrici che escono, sappiamo che ce l’hanno fatta.
Il miele che producono in estate/autunno è l’energia che tiene in vita il glomere tutto l’inverno. Per questo raccogliamo solo il surplus, e interrompiamo il raccolto di miele a luglio. Da quel momento in poi il miele è tutto per loro. Perché senza quel miele, non ci sarebbe glomere. E senza glomere, non ci sarebbero api in primavera.

Domande Frequenti (FAQ)

  • Le api vanno in letargo in inverno?

    No, le api NON vanno in letargo. In inverno formano il glomere, una formazione che mantiene la temperatura interna tra 30-35°C anche quando fuori ci sono -20°C. Le api tremano per produrre calore, mangiano miele, e ruotano continuamente dal centro all’esterno per distribuire il lavoro.

  • Dove vanno le api d’inverno?

    Le api non vanno da nessuna parte. Restano nell’alveare e formano il glomere per sopravvivere al freddo. Non migrano e non cercano rifugi alternativi. L’arnia è la loro casa tutto l’anno.

  • Le api muoiono in inverno?

    Le api operaie nate in estate muoiono prima dell’inverno (vivono circa 6 settimane). Ma l’alveare produce api invernali a fine estete/autunno, che vivono 4-6 mesi e formano il glomere. La regina sopravvive protetta al centro del glomere. Alcune famiglie intere possono morire se le scorte finiscono o se la famiglia è troppo debole.

  • Quante api servono per formare un glomere?

    Per formare un glomere efficiente servono almeno 10.000-15.000 api. Famiglie più piccole faticano a produrre e trattenere abbastanza calore. Un alveare forte in inverno può avere 20.000-30.000 api nel glomere.

  • Quanto miele consumano le api in inverno?

    Una famiglia media consuma pochi kg di miele durante l’inverno. Il consumo dipende dalla temperatura esterna (più freddo = più miele consumato), dalla durata dell’inverno, e dalle dimensioni della famiglia.

  • Si può aprire l’arnia in inverno?

    Meglio evitare. Aprire l’arnia in inverno rompe il glomere e disperde il calore accumulato. Questo può causare la morte della famiglia. Un apicoltore responsabile, se ha lavorato bene, controlla le arnie solo dall’esterno (peso, rumori, voli di pulizia) e non le apre mai tra fine dicembre e febbraio.

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Fra pochi giorni uscirà un nuovo episodio di questa rubrica.
Continueremo a raccontare il mondo delle api, osservando ciò che accade davvero negli alveari.

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